Recensione di Phantom Blade Zero: una dimostrazione di azione pura e maestria

, di Enzo

Recensione di Phantom Blade Zero: una dimostrazione di azione pura e maestria

Ci sono giochi che ti lasciano a bocca aperta per la loro ambientazione, altri che ti conquistano con il gameplay. E poi ci sono quelli che cercano di unire le due cose per darti una vera e propria botta. Con Phantom Blade Zero, lo studio cinese S-Game mostra chiaramente le sue ambizioni: immergerci in un universo cupo ispirato al wuxia, dove i duelli con la spada si trasformano in veri e propri balletti letali.

Tra coreografie mozzafiato, scontri concitati ma appaganti e una direzione artistica affascinante, il titolo promette un’avventura tanto impegnativa quanto spettacolare. Ma dietro questa dimostrazione di forza si nasconde davvero un grande gioco d’azione? Dopo diversi giorni passati a maneggiare la lama, è ora di dare il nostro verdetto.

Una profonda immersione nel Wuxia

Prima di entrare nel vivo dell’argomento che probabilmente interessa la maggior parte dei lettori, è necessario soffermarsi un attimo sull’universo e sull’immersione.

In poche parole, il Wuxia è un genere emblematico della cultura cinese che mette in scena guerrieri erranti, spesso maestri nell’arte della spada e delle arti marziali, che si muovono in un mondo in cui l’onore, la vendetta e la ricerca della giustizia occupano un posto centrale. È un universo fatto di rivalità tra clan e di imprese marziali a volte soprannaturali… ed è proprio in questa tradizione che si inserisce Phantom Blade Zero.

Il gioco di S-Game riprende i grandi archetipi del genere per integrarli in una direzione artistica unica, che mescola ispirazioni tradizionali cinesi, un’atmosfera cupa e tocchi di fantasy. Gli scontri sono vere e proprie coreografie con la spada (e molto altro ancora) e incarnano perfettamente questa filosofia del Wuxia: combattenti capaci di imprese straordinarie, in cui ogni movimento sembra tanto preciso quanto elegante.

Se questa breve anteprima sul Wuxia e su come viene interpretato in Phantom Blade Zero ti ha incuriosito, faresti meglio a prendere subito un controller e a procurarti il gioco.

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Un mondo pieno di vita in cui si semina la morte

Fin dai primi minuti, ti rendi conto che il mondo in cui ti immergi è realizzato con grande maestria, per non parlare delle scene cinematografiche mozzafiato. L’ambiente è modellato con cura, le texture sono altrettanto belle. La vegetazione, molto varia ma anche tipica di questo universo, ti fa venire voglia di esplorare ogni angolo. Alcune cascate e alcuni effetti di luce, invece, non sono eccezionali, ma non compromettono comunque il gioco.

Chiudiamo ora gli occhi per un po’ per concentrarci su ciò che sentiamo. Tutto ciò che sentiamo. Il sound design è di una precisione notevole, dal canto degli uccelli a quello del vento, passando per le tegole su cui cammini o il rumore della pioggia. Non capita spesso di fermarti in un gioco e notare che il suono della pioggia è particolarmente ben realizzato. Merita una menzione speciale anche la qualità del doppiaggio.

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Ma non è tutto, perché anche la colonna sonora del gioco è straordinaria… e molto varia. Gioca abilmente sui contrasti e sugli stili a seconda dei momenti o degli scontri contro certi boss. In diverse occasioni ci è capitato di sgranare gli occhi quando partiva la musica di un boss. L’ultima volta che ci è successo in questo modo è stato contro Renoir in Clair Obscur: Expedition 33.

Il risultato oscilla tra melodie ammaliante, passaggi malinconici e slanci epici, con un’intensità che accompagna perfettamente gli scontri. A volte misteriosa e contemplativa, altre volte invece nervosa ed esplosiva. Queste musiche esaltano alla perfezione il lato artistico e coreografico delle sequenze di combattimento.

Infine, abbiamo apprezzato moltissimo la presenza e l’aspetto della mappa, anche se questo dettaglio potrebbe sembrare banale. Con uno stile davvero unico, ti permette di orientarti a grandi linee sulla geografia della regione in cui ti trovi, senza però fornire troppe indicazioni sulla moltitudine di piccole diramazioni e passaggi esistenti.

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Non è un Souls-like, anzi

In un’epoca in cui i giochi in stile Souls (che lo ammettano o meno) sembrano aver invaso il mercato, è giusto riconoscere quando un gioco non rientra in questa categoria, soprattutto quando si potrebbe pensare il contrario. Infatti, l’ultimo gioco cinese ad aver conquistato in massa il mercato occidentale è Black Myth: Wukong.

Naturalmente, era facile fare un paragone tra questo e Phantom Blade Zero, dato che a prima vista si potrebbe pensare che si tratti di giochi molto simili. La realtà è ben diversa.

Phantom Blade Zero presenta numerosi elementi di gameplay, ma anche di comfort, che lo differenziano radicalmente da questa categoria di giochi molto popolare. Innanzitutto, l’avventura inizia con la scelta di un livello di difficoltà, che permette a chi ha meno esperienza con i giochi d’azione di scoprire il titolo con un approccio più leggero, consentendo spesso di superare i combattimenti contro i boss già al primo o al secondo colpo.

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Dal punto di vista della comodità, i punti di salvataggio sono frequenti, la morte non comporta alcuna perdita di risorse e riposarsi presso una campana non fa riapparire i nemici. La mappa mostra anche direttamente gli obiettivi e la loro posizione generale, quindi non ci sono grandi misteri da questo punto di vista.

Dal punto di vista del gameplay, ti godi un gioco che non è limitato da un sistema che richiede resistenza, né regolato dall’apprendimento degli attacchi sferrati dai boss. Qui non devi stare a osservare ogni nemico per memorizzarne gli schemi e dosare schivate o parate perfette a ogni mossa.

Tra una fase di boss e l’altra viene effettuato automaticamente un salvataggio, il che rende gli scontri più fluidi e meno frustranti per i gamer. Combinazioni molto fluide, un sistema di parata semplice e funzionale, la soddisfazione del sound design (personalizzabile) delle armi che si scontrano: la pressione è chiaramente minore rispetto a un Souls-like, e te lo godi in ogni momento.

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Un gameplay vivace, tecnico e appagante

Prima di buttarti a capofitto nell’avventura di Phantom Blade Zero, ti aspetta un’intera fase introduttiva e un tutorial. Piuttosto breve e ben realizzato, il primo combattimento libero è tanto piacevole quanto sconcertante… e a ragione, perché tutto andrà molto veloce. Molto, molto veloce. Anche i filmati che illustrano i combattimenti sono particolarmente rapidi, proprio come la fase di combattimento con i veicoli che segue, un po’ sconcertante. Niente panico, il tempo di adattamento non sarà molto lungo, ma all’inizio potresti rimanere sorpreso.

Una volta che avrai preso confidenza, non ci vorrà molto prima di renderti conto dell’eccellenza del gameplay. Tutto è veloce, ma allo stesso tempo profondamente fluido e ben controllato. Lo studio S-Game, del resto, ha utilizzato tecnologie all’avanguardia nel campo del motion capture, offrendo un realismo palpabile a tutto ciò che si svolge davanti ai tuoi occhi. Questa sensazione di fluidità si percepisce in tutto il gameplay, persino quando usi le scale: nel gioco non c’è spazio per i tempi morti, dato che anche le animazioni di salita e discesa sono particolarmente dinamiche.

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Phantom Blade Zero non si basa su un classico sistema di resistenza, ma piuttosto su combo e destabilizzazione attraverso delle barre che dovrai azzerare. Il risultato è un magnifico balletto di attacchi leggeri, pesanti, abilità, parate e schivate. Che dolce piacere! Per quanto riguarda le sensazioni, e come descrive lo studio, ci si trova in una sorta di compromesso tra la tensione di Sekiro: Shadows Die Twice e le combo di Devil May Cry.

Il gamer riceve tre categorie di armi standard, ma sarebbe un errore pensare che questo implichi solo tre diversi tipi di gameplay. Ognuna delle numerose armi del nostro inventario presenta caratteristiche uniche, accompagnate da diverse combo, animazioni e splendide mosse finali, che conferiscono a ciascuna una propria unicità.

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Ti consigliamo di cambiare regolarmente arma durante le combo per massimizzare il danno e rigenerare la barra dello sha-chi al momento del cambio. Oltre alle due armi standard di cui siamo equipaggiati, abbiamo anche armi spettrali la cui utilità è ormai comprovata sia in combattimento che durante le fasi di esplorazione. Numerosi ciondoli con effetti diversi permettono di creare build molto varie.

Lo scontro contro il primo boss di Phantom Blade Zero può essere un’arma a doppio taglio. Per un gamer che ha già padroneggiato le meccaniche di gioco, il combattimento sarà davvero emozionante, mentre potrebbe esserlo un po’ meno per chi non ha ancora acquisito i riflessi necessari. Va inoltre sottolineato che questi combattimenti sono spesso molto originali e unici. Offrono un’esperienza unica ogni volta.

Naturalmente, un gioco che offre questa quantità fenomenale di colpi al secondo presenta anche un rovescio della medaglia non comune: ognuno di questi impatti viene percepito con meno potenza rispetto alla maggior parte dei giochi, dove un singolo attacco potente può rivelarsi devastante sia nel gameplay, sia nella sensazione sull’immagine o sul controller. Qui si tratta piuttosto di mettere a segno intere combinazioni, più che singoli colpi.

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La difficoltà del gioco è ben bilanciata per tutta l’avventura, non abbiamo notato picchi particolari. Ciascuna modalità di difficoltà offre un’esperienza abbastanza diversa, permettendo a tutti di scegliere davvero (e cambiare senza ricaricare) se lo desiderano.

Se proprio dovessimo trovare qualcosa da ridire sul gameplay di Phantom Blade Zero nel suo complesso, forse ci dispiace che una parte dei ciondoli non sia davvero utile. A differenza delle armi, che offrono cose molto varie e concrete, non tutti questi ciondoli danno bonus interessanti e a volte hanno condizioni di attivazione un po’ scomode, soprattutto per le evocazioni.

Una narrazione che perde il filo conduttore

Senza giochi di parole. Promesso. Tornando a un tono più serio, qui si arriva probabilmente all’unico punto in cui Phantom Blade Zero è un po’ inferiore agli altri: la narrazione. Più precisamente… il modo in cui ci viene regalata.

Sebbene la trama e la sceneggiatura principale del titolo sembrino promettenti e ci regalino dei filmati davvero belli, purtroppo sono sommerse da una montagna di elementi secondari e accessori. Fin dalle prime ore di gioco, prima ancora di aver acquisito le basi principali dell’avventura, una quantità notevole di lettere da raccogliere e descrizioni varie ci sommerge con una mole stordente di informazioni.

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Anche se all’inizio sembrano interessanti, ci si ritrova abbastanza in fretta con la sensazione di un “eccesso” di elementi da ricordare, il che complica la narrazione nel suo insieme. Tra la moltitudine di nomi citati, clan, tradimenti, legami tra i personaggi, voci di corridoio e chi più ne ha più ne metta… soprattutto quando i documenti dello stesso tipo non vengono necessariamente recuperati in ordine. Inoltre, le missioni secondarie tendono ad accumularsi e a sovrapporsi l’una all’altra.

Non solo è difficile ricordare tutto, ma anche seguire il filo conduttore principale dell’avventura (senza giochi di parole, ovviamente). Per fortuna, non è necessario cogliere ogni singolo dettaglio di ciò che accade per goderti l’esperienza. L’avventura si può giocare in modo abbastanza lineare senza difficoltà, i punti importanti sono tutti ben indicati. Per chi lo desidera, è possibile saltare i contenuti secondari per concentrarsi su Soul e sui suoi 66 giorni di vita.

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Testato su PC. Dai un’occhiata alla nostra politica di valutazione qui.*

9.5/10

Phantom Blade Zero è un gioco molto solido che offre un’esperienza indimenticabile nel mondo del Wuxia. È un concentrato di azione pura, accompagnato da una padronanza tecnica convincente e da un’immersione straordinaria sotto ogni punto di vista.

Gli elementi narrativi a volte sono un po’ complicati da seguire, ma non intaccano le eccellenti sensazioni di gioco e il divertimento che provi, durante tutta l’avventura, a scatenarti contro i nemici con la vasta gamma di possibilità a tua disposizione.

  • + Una vera e propria dimostrazione di azione e maestria tecnica
  • + Un'esperienza audio di alta qualità
  • + Combattimenti contro i boss davvero geniali
  • + Una varietà davvero notevole di armi e attrezzature
  • + Sequenze cinematografiche mozzafiato
  • + Un level design semplice ma efficace
  • - Una trama non sempre ben costruita
  • - Troppe missioni che si accumulano tutte insieme

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