Recensione di Absolum: ha proprio tutto per piacerti
, di Enzo
In un panorama videoludico in cui le produzioni indipendenti fanno a gara in audacia per distinguersi, Absolum si impone come una proposta intrigante. Il gioco mette in mostra le sue ambizioni: offrire un viaggio che sia allo stesso tempo estetico, dinamico e vivo. Lo studio Dotemu continua il suo lavoro di rivisitazione dei generi più impegnativi, dopo aver brillantemente reinterpretato i picchiaduro e i giochi arcade negli ultimi anni.
Questa volta si cimenta con il roguelite, un terreno già ampiamente esplorato, ma ancora fertile per chi sa conferirgli un’identità forte. E tanto vale dirlo subito: Absolum non si limita a seguire la tendenza, ma cerca di imporre la propria visione, tra azione frenetica, progressione metodica e un universo cupo. Ma dietro questa facciata seducente, l’esperienza si tiene davvero alle sue promesse?
Una direzione artistica ipnotica
La prima cosa che colpisce di Absolum è la sua identità visiva unica e incisiva. Fin dai primi istanti, ti ritrovi immerso in un universo fuori dal comune, che hai già voglia di esplorare in lungo e in largo. Il gioco adotta uno stile grafico disegnato a mano, con contorni spessi, che ricorda alcuni canoni dei giochi indipendenti moderni pur mantenendo una vera personalità. Gli ambienti oscillano tra fantasy cupo e rovine mistiche, con una tavolozza di colori volutamente contrastante. Ogni zona sembra essere concepita come un quadro vivente.
I biomi hanno una loro atmosfera: foreste corrotte, cittadelle in rovina, caverne organiche… Il tutto è esaltato da un lavoro minuzioso sugli effetti di luce e sulle particelle. A questo si aggiunge una colonna sonora particolarmente curata, accompagnata da un sound design incisivo che si sposa perfettamente con l’esplorazione. Anche un’azione semplice come colpire risulta quasi appagante grazie a tutti i suoni che ne derivano.
Si nota anche una spiccata accessibilità nel gioco, con una moltitudine di impostazioni disponibili. Ad esempio, puoi visualizzare i contorni attorno ai gamer per una migliore leggibilità durante i combattimenti, desaturare l’ambiente per far risaltare il tuo personaggio, oppure scegliere una difficoltà adattabile a ogni giorno di gioco.
Un gameplay davvero buono e apprezzabile, anche se essenziale
Per quanto riguarda il gameplay, Absolum punta sulla semplicità, forse un po’ troppo. Il gamer si muove liberamente in scene a scorrimento orizzontale dotate di una certa profondità, interagisce con alcuni elementi e innesca eventi che fanno evolvere lo scenario. Troviamo il tipico ciclo di gioco dei roguelite: esplorazione, combattimenti, morte, potenziamento, ricomincio. Ma dove il gioco si distingue è nella frenesia dei suoi scontri. I combattimenti sono veloci, nel complesso intuitivi e richiedono una certa padronanza.
Il gamer ha a disposizione un arsenale variegato: attacchi base, abilità speciali, schivate e poteri temporanei raccolti durante il gioco. Ogni partita diventa così una combinazione unica di abilità, che ti spinge a sperimentare strategie diverse. La sensazione dei colpi è particolarmente ben riuscita, con impatti soddisfacenti.
La difficoltà rimane relativamente gestibile, nonostante alcuni scontri tosti. Ogni errore viene punito, ma è anche comprensibile. Contrariamente alle aspettative, la modalità cooperativa a due giocatori rende il gioco più difficile rispetto alla modalità in solitaria. Si imparano gradualmente gli schemi dei nemici, i tempi giusti e le sinergie tra le abilità. Questa crescita delle abilità del gamer è uno dei motori principali del gioco.
Progressione, contenuti e rigiocabilità
In sostanza, Absolum non rivoluziona la formula del roguelite: tra un tentativo e l’altro, il gamer può potenziare in modo permanente il proprio personaggio: aumento delle statistiche, sblocco di nuove abilità, accesso a bonus passivi. Questo sistema evita la frustrazione dei fallimenti ripetuti, dando una sensazione costante di progresso. Anche dopo una sconfitta, hai comunque guadagnato qualcosa. Il gioco riesce così a mantenere vivo il tuo interesse nel lungo periodo.
Apprezziamo anche la varietà di build e potenziamenti disponibili, anche se è piuttosto difficile specializzarsi completamente in un unico stile di combattimento. Questa diversità incoraggia la rigiocabilità e permette a ogni gamer di adottare uno stile che gli si addice. Anche l’aspetto cooperativo è ben gestito grazie a un sistema di “fusione dei mondi” che permette a due gamer di basarsi sempre sull’avanzamento nella storia del gamer meno avanzato, pur conservando i progressi dei rispettivi personaggi.
Per quanto riguarda la progressione, trovi un avanzamento per stanze, diramazioni, eventi casuali e boss di fine zona. Una struttura collaudata, ma qui realizzata con rigore. I livelli hanno un buon ritmo, alternando fasi di combattimento intenso a momenti più tranquilli. Gli eventi speciali aggiungono un po’ di varietà, anche se alcuni possono sembrare ripetitivi dopo diverse ore. Alcuni boss, invece, possono rappresentare veri e propri picchi di difficoltà.
Punti di miglioramento
Sebbene Absolum si distingua nettamente per le sue qualità, il titolo non è comunque perfetto. Da un punto di vista tecnico, si notano rallentamenti inspiegabili, animazioni dei personaggi con un numero molto basso di immagini al secondo, una visibilità un po’ limitata nei combattimenti più intensi, o ancora una risoluzione non sempre ottimale in alcuni punti, in particolare nella mappa visualizzata.
Per quanto riguarda il gameplay, nella prima metà delle partite si instaura abbastanza rapidamente una certa ripetitività: le configurazioni non sono ancora molto varie a questo punto e, nonostante gli eventi casuali, si tratta di una fase di gioco piuttosto lunga che molto spesso risulta simile da una partita all’altra. Durante questa fase, in generale ci si limita a martellare il tasto di attacco classico, perché basta per sbloccare la maggior parte dei combattimenti. Si avverte un po’ la mancanza di sequenze o combo.
Per quanto riguarda il bilanciamento, bisogna ammettere che alcuni boss rappresentano un vero e proprio ostacolo, mentre altri possono essere uccisi praticamente al primo colpo con un po’ di fortuna. Alcuni mob hanno anche una portata piuttosto sorprendente, soprattutto nell’area che li circonda, abbastanza difficile da prevedere a causa della profondità atipica degli scenari. Per il resto, le abilità arcane di ogni personaggio non sono affatto tutte allo stesso livello: alcune sembrano di gran lunga superiori alle altre in termini di potenza.
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9/10
Con Absolum, Dotemu firma un roguelite solido, sostenuto da una direzione artistica affascinante e da un gameplay impegnativo. Anche se gli manca un po’ di audacia e profondità per arrivare davvero ai vertici del genere, rimane comunque un gioco convincente e coinvolgente. Un titolo da consigliare agli amanti dell’azione e delle sfide, che sapranno apprezzarne il rigore e l’intensità.
- + Un'identità visiva unica e di grande impatto
- + Gameplay davvero soddisfacente
- + Sound design d'impatto
- + Contenuti interessanti e buona rigiocabilità
- - Effetti visivi con un numero di FPS insufficiente
- - Qualche rallentamento
- - Livello di difficoltà di alcuni boss del gioco









