Recensione LEGO® Voyagers: un crollo dei mattoncini
, di Enzo
Annunciato durante il Summer Game Fest 2025, LEGO Voyagers è l’ultima produzione originale del franchise. Va detto che, dal 1995, il franchise LEGO ha totalizzato un numero pazzesco di oltre 100 titoli, tra cui le loro proprietà originali (LEGO 2K Drive, LEGO Bricktales…) e le produzioni su licenza (LEGO Batman, LEGO Star Wars…).
LEGO Voyagers si presenta come un gioco cooperativo per due giocatori, in cui ognuno impersona un mattoncino LEGO in grado di rotolare, saltare e persino incastrarsi, il tutto in una storia poetica e senza parole. Il tema principale è incentrato sulla cooperazione e sul gioco. I gamer partono quindi in missione per salvare un’astronave abbandonata e si imbarcano in un’avventura folle, risolvendo enigmi grazie alla loro immaginazione. Almeno… questa è la promessa che ci viene fatta.
Prime impressioni e come si gioca
Il minimo che si possa dire è che il gioco è stupendo e riproduce fedelmente l’universo LEGO. Le luci sono semplicemente meravigliose. Fin dai primi minuti, ti godi l’atmosfera, che vuole essere rilassante e piacevole. Il nostro primo istinto è quello di correre un po’ dappertutto intorno al punto in cui siamo apparsi per scoprire i comandi del personaggio e prendere confidenza con la fisica del gioco.
Si nota una somiglianza evidente con l’ultimo gioco dello stesso studio: LEGO Builder’s Journey sotto molti aspetti. Le musiche, invece, sono relativamente relegate in secondo piano, non ci si fa troppo caso. Ci sono pochissime interazioni con l’ambiente, i comandi non sono molto intuitivi a prima vista… è difficile capire cosa aspettarsi.
Un’avventura troppo superficiale
Il resto dell’avventura perde rapidamente il suo fascino. Il titolo è in fin dei conti piuttosto contemplativo, forse anche un po’ troppo. La stragrande maggioranza degli enigmi che incontri è molto ripetitiva e si riduce a costruire un ponte.
Oltre a questo, alcuni di essi non si risolvono in modo equo tra i due gamer. Spesso uno si limita a tenere premuto un pulsante o una leva, mentre l’altro fa tutto il resto. In un gioco incentrato sulla costruzione, è davvero un peccato che non ti venga mai chiesto di costruire altro che ponti. Ci sarebbe piaciuto dover ricreare statue o magari anche dei portali…
Infine, il gioco non offre assolutamente nessun elemento di esplorazione: neanche un oggetto da collezionare, neanche un segreto da scoprire. Anche se questi aspetti non sono obbligatori in un gioco del genere, avrebbero comunque aggiunto un po’ di profondità, che sarebbe stata benvenuta.
Un ritmo molto irregolare
Dopo 3 ore di avventura con un’avanzata relativamente lenta, poco stimolante e più contemplativa che altro, finalmente il gioco ci regala l’ultima parte. Si tratta di una stanza piena di enigmi, che stravolge completamente le regole stabilite fino a quel momento: ora siamo sommersi da piccole sfide e ragionamenti da fare. Se metà degli enigmi si risolve molto velocemente, l’altra metà è particolarmente impegnativa e per alcuni ci sono voluti più di una ventina di tentativi.
Una volta terminata l’avventura, ci rendiamo conto che era divisa in 37 capitoli diversi. La domanda è palpabile: com’è possibile suddividere così tanto un gioco con una durata così breve, ma soprattutto, come mai non ce ne siamo accorti?
Anche se in effetti si cambia spesso scena, né il gameplay, né la trama, né la colonna sonora lasciano intendere che abbiamo cambiato così tante volte capitolo, filo narrativo, meccanica di gioco o qualsiasi altra cosa nel corso della nostra avventura. Non viene dato alcun ritmo reale, si tratta di un lungo filo conduttore da seguire meccanicamente, senza colpi di scena, senza eventi sorprendenti, senza la sensazione di progredire.
Testato su PC. Dai un’occhiata alla nostra politica di valutazione qui.
5/10
Purtroppo, non ci è sembrato di giocare a un vero e proprio gioco, ma piuttosto a una demo tecnica. Anche se l’aspetto non verbale e poetico può sembrare interessante a prima vista, alla fine contribuisce a annientare ogni profondità. L’esperienza non è del tutto da buttare, ma non è all’altezza di un gioco a tutti gli effetti. Ad oggi, gran parte (per non dire quasi tutti) dei giochi cooperativi simili per due giocatori offrono una formula molto più curata e arricchita sotto ogni aspetto, e a un prezzo più accessibile.
Ci aspettavamo un’esperienza con una vera varietà di enigmi, una durata almeno doppia, o magari un prezzo di vendita drasticamente ridotto. Una coppia di gamer un po’ più veloce di noi completa il gioco in 3,5 ore senza difficoltà. Siamo davvero lontani dalla promessa di “numerose ore di gioco” per LEGO Voyagers indicata sul sito ufficiale. Per ironizzare un po’, un redattore un po’ meno veloce avrebbe impiegato più tempo a scrivere una recensione che a finire il gioco!
- + Visivamente stupendo, luci bellissime
- + Un universo e un ambiente ben realizzati
- + Friend’s pass
- - Contenuto decisamente scarso rispetto al prezzo
- - Nessun elemento interessante da esplorare
- - Ripetizione totale degli enigmi
- - Manca ritmo e musica
- - Mancanza di interazione durante i livelli









