Recensione di Resonance A Plague Tale Legacy: una scommessa audace e vincente per Asobo Studio

, di Chris

Recensione di Resonance A Plague Tale Legacy: una scommessa audace e vincente per Asobo Studio

Tre anni dopo la fine delle avventure di Amicia e Hugo con A Plague Tale: Requiem, lo studio di Bordeaux Asobo torna con questo terzo gioco della serie. Questa volta non si tratta di seguire i fratelli De Rune. Questa volta, il gioco si svolge diversi anni prima delle vicende di A Plague Tale Innocence e Requiem, per scoprire qualcosa in più sulla trama e su quella famosa maledizione della prima macula.

Vestiremo i panni di Sophia, un personaggio secondario intravisto in Requiem, che sembra legato alla maledizione. Un capitolo che ci porterà sull’isola di Creta attraverso una storia mistica e intensa!

Quando la sopravvivenza lascia spazio all’azione

les paysages sublimes de Resonance: A Plague Tale Legacy Les énigmes du jeu sont vraiment bien foutues Test Resonance A Plague Tale Legacy

Resonance: A Plague Tale Legacy si svolge 15 anni prima delle vicende di Requiem. Quindi, dieci anni prima di quelle di Innocence. Ci troviamo quindi in un mondo tranquillo, senza peste. Non aspettarti di vedere ratti e di dover sopravvivere a orde di roditori.

Il gioco è ambientato nella regione mediterranea e seguiremo Sophia. In questo capitolo scopriremo molto di più su questa contrabbandiera che, anni dopo, incrocerà il cammino di Hugo e Amicia.

Da giovane, Sophia fu mandata da sua madre in un convento, dove le suore le iniettarono una sostanza misteriosa. La ragazza iniziò allora ad avere delle visioni: quelle di un’isola misteriosa, con un guerriero greco che si teneva in piedi davanti a grandi porte. Per diversi anni, Sophia è stata costretta a annotare e disegnare tutte queste visioni in un taccuino, finché non è stata salvata da suo padre, Alec.

Sophia, la protagonista di questo nuovo capitolo di Test Resonance A Plague Tale Legacy Resti dell’isola di Creta, dove si svolge il gioco Test Resonance A Plague Tale Legacy

Fu allora che la ragazzina fu riportata a casa, dalla sua famiglia. Ma le visioni non cessarono. Per questo Alec promise di scoprire la verità sulle visioni di sua figlia. Per tutta l’infanzia di Sophia, lui e i suoi uomini fecero avanti e indietro dall’isola, finché Sophia non fu abbastanza grande da intraprendere le proprie spedizioni. Dopo una ventina d’anni passati a subire quelle visioni, era ormai pronta a prendere in mano la situazione per scoprire finalmente l’origine e il mistero di quell’isola.

Resonance: A Plague Tale Legacy segna una svolta radicale rispetto ai primi due capitoli della saga. Pur rimanendo un brillante gioco single-player narrativo, molto ben realizzato, Asobo ha deciso di cambiare rotta. Ormai non siamo più in un survival-horror dove la morte ti aspetta a ogni passo, ma in un gioco d’azione/avventura che ricorda chiaramente Uncharted.

L’isola di Creta è un luogo sublime, che ti propone tanti enigmi con una trama ben costruita. Una bella mossa audace da parte dello studio di Bordeaux, che osa provare cose nuove.

Un viaggio mozzafiato sull’isola di Creta

I panorami dell’isola di Creta – Recensione di Resonance: A Plague Tale Legacy L’isola di Creta – Recensione di Resonance: A Plague Tale Legacy

Da qualche anno ormai, Asobo ci ha abituati a vere e proprie prodezze. Dopo il primo gioco del 2019, A Plague Tale: Innocence, lo studio non smette di alzare l’asticella, uscita dopo uscita. Nel 2022, A Plague Tale: Requiem ci ha lasciati a bocca aperta per la realizzazione, la regia e la grafica. Nel frattempo, abbiamo potuto goderci i due nuovi capitoli di Microsoft Flight Simulator, che sono stati delle vere e proprie dimostrazioni tecniche.

Con Resonance: A Plague Tale Legacy, ci troviamo ancora una volta di fronte a un prodotto davvero ben fatto. Il gioco è graficamente sublime. I paesaggi e i panorami dell’isola di Creta contribuiscono a questo spettacolo visivo mozzafiato. Le spiagge, le acque turchesi, la vegetazione, ma anche l’interno dell’isola con i templi e i vari scenari: nulla è stato tralasciato e l’intero gioco è stato rifinito con cura.

Per quanto riguarda la regia, Asobo continua a migliorare. Anche su questo punto si percepisce quanto lo studio di Bordeaux stia acquisendo esperienza gioco dopo gioco. Resonance: A Plague Tale Legacy non fa eccezione e ci permette di vivere momenti davvero epici, con sequenze di grande bellezza.

E che dire della musica? Ancora una volta, è il compositore francese Olivier Derivière a dirigere l’orchestra, per la nostra grande gioia. I vari brani accompagnano perfettamente le numerose sequenze della nostra storia e aggiungono chiaramente quel qualcosa in più al nostro viaggio. Anche se, per quanto ci riguarda, questa colonna sonora di alta qualità rimane comunque un gradino sotto quella di Requiem.

Sophia, un’eroina convincente che riesce a prendere il posto di Amicia e Hugo

Sophia, l’eroina di Test Resonance A Plague Tale Legacy Sophia, l’eroina di Test Resonance A Plague Tale Legacy

Quando una saga di videogiochi ci presenta personaggi forti e legati a quella saga, è piuttosto difficile staccarsene. Per A Plague Tale, la serie è inevitabilmente legata ad Amicia e Hugo, che abbiamo seguito in due avventure. La sfida era quindi piuttosto ardua per Sophia e Asobo. Eppure, la giovane donna che abbiamo intravisto brevemente in Requiem nel 2022 riesce perfettamente a raccogliere il testimone.

Scritta in modo ammirevole, con un carattere forte e a tratti commovente, Sophia riesce a farci dimenticare Amicia e Hugo per qualche ora. Ed è davvero un’impresa notevole. Per quanto riguarda il gameplay, i numerosi miglioramenti apportati dallo studio rendono l’esperienza davvero piacevole.

Nuovo gameplay - Test Resonance A Plague Tale Legacy Sistema di combattimento migliorato - Test Resonance A Plague Tale Legacy

Sophia è molto più veloce di Amicia: il gameplay è più dinamico, incentrato sul combattimento con combo e offre una maggiore varietà nei movimenti. Con un gioco più orientato all’azione, era necessario che Sophia fosse più versatile di Amicia.

I combattimenti sono piuttosto interessanti, anche se possono diventare rapidamente complicati quando ci sono più nemici che attaccano contemporaneamente. A volte le parate e la telecamera fanno fatica a stare al passo. Ma quando la situazione è più tranquilla e devi affrontare due o tre nemici alla volta, le sequenze di combattimento sono piuttosto piacevoli e ben gestite.

Una trama che si arricchisce ancora un po’

La trama della serie si approfondisce in Test Resonance: A Plague Tale LegacyLa trama della serie si arricchisce in Test Resonance A Plague Tale Legacy

Come già detto prima in questa recensione, Resonance: A Plague Tale Legacy non è A Plague Tale 3. È uno spin-off che funge da prequel, ambientato ben prima degli eventi legati ad Amicia e Hugo. Non si parla quindi di ratti né di altre cose legate alla storia dei primi due giochi. Stavolta ci si concentra di più sull’origine di questa maledizione. Bisogna ammettere che però ci si rimane comunque un po’ insoddisfatti. Ci sarebbe piaciuto che fosse stato sviluppato di più.

Per gran parte della trama non si scopre granché e si rimane un po’ nel vago. Tutti gli elementi iniziano a mettere a posto le cose solo nelle ultime ore e il finale ci permette di capire e di saperne un po’ di più sulla prima macula. Quindi, sulla carta, sì, questo Resonance: A Plague Tale Legacy ti fa scoprire qualcosa in più. Ma, in realtà, le informazioni sono piuttosto scarse e non avremmo disdegnato qualche dettaglio in più.

Soprattutto perché la parte finale dell’avventura si trascina un po’. Le ultime due o tre ore avrebbero potuto essere accorciate per concentrarsi sull’essenziale. Invece, ci sono un bel po’ di intoppi che ci costringono a fare alcune deviazioni non proprio necessarie. Peccato.

Per fortuna, tutto questo è compensato dalla trama e dagli enigmi, di ottima qualità, che ci permettono di goderci l’avventura, nonostante due o tre piccoli intoppi.

Test Resonance A Plague Tale Legacy Test Resonance A Plague Tale Legacy

Testato su PS5. Dai un'occhiata alla nostra politica di valutazione qui.

8.5/10

Con Resonance: A Plague Tale Legacy, Asobo ci regala una nuova avventura in questo universo tanto amato dai gamer e punta sul cambiamento. L’idea non è quella di riposare sugli allori, ma di uscire dalla propria zona di comfort. Nuovo personaggio, nuovo luogo, nuova storia e persino un nuovo genere. Questo spin-off abbandona definitivamente il genere survival-horror per un tono più leggero, incentrato sull’esplorazione, l’azione, l’avventura e con tanti enigmi da risolvere. Sophia si svela come un personaggio accattivante, chiaramente all’altezza di Amicia, che ti permette di immergerti nella storia senza la minima difficoltà. Resonance: A Plague Tale Legacy è quindi un vero successo e una scommessa vinta, che soddisferà tutti i fan della serie che amano e apprezzano il lavoro, la scrittura e la narrazione di Asobo e i giochi narrativi per giocatore singolo.

  • + Visivamente è davvero bellissimo
  • + Sophia, un personaggio accattivante e convincente
  • + Il viaggio merita davvero una sosta
  • + La trama, la regia, gli enigmi
  • + Il gameplay migliorato
  • + La musica
  • - Qualche piccolo bug
  • - Ci sarebbe piaciuto saperne un po’ di più sulla storia
  • - Il finale si trascina un po' troppo

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