Shapez 2: l’automazione nella sua forma migliore

, di Enzo

Shapez 2: l’automazione nella sua forma migliore

I giochi di automazione hanno sempre occupato un posto un po’ particolare nel panorama videoludico. A prima vista, possono persino sembrare particolarmente austeri: macchine, catene di produzione, nastri trasportatori e una serie di risorse da trasformare, il tutto presentato senza cercare necessariamente di stupire con una messa in scena spettacolare… Non si può dire che siano particolarmente attraenti.

Eppure, basta solo lasciarsi coinvolgere dalla loro logica perché questi giochi diventino delle vere e proprie macchine da coinvolgimento. Shapez 2 ne è un’ottima dimostrazione. Senza rivoluzionare il genere, il titolo riesce soprattutto a rendere l’automazione immediatamente comprensibile, piacevole da guardare e sorprendentemente intuitiva da giocare. Un punto di ingresso ideale in un genere che può sembrare molto di nicchia.

Una fabbrica che si costruisce quasi da sola

Il principio di Shapez 2 è comunque molto semplice. Devi estrarre diverse forme, trasportarle, tagliarle, colorarle, assemblarle e infine consegnarle per soddisfare le richieste del gioco. A poco a poco, le forme diventano più complesse e le linee di produzione devono diventare più efficienti. È davvero qualcosa di molto visivo, ma ci torneremo più tardi. Man mano che le esigenze aumentano, devi quindi ripensare la tua fabbrica, ottimizzare i percorsi e trovare nuovi modi per organizzare lo spazio.

Sulla carta, niente di particolarmente originale per chi ha familiarità con l’automazione. Ma è proprio nel suo approccio che il gioco fa la differenza. Il gioco evita accuratamente di sommergere il giocatore con decine di sistemi fin dai primi minuti. Si gioca, tra l’altro, in modalità creativa: le risorse di costruzione sono illimitate. L’obiettivo è davvero quello di offrire ai giocatori un’esperienza di progettazione e automazione, non la frustrazione di dover gestire le risorse in tutte le direzioni.

Le meccaniche di gioco vengono introdotte gradualmente, in un ordine logico, e ti permettono di capire quasi istintivamente le possibilità offerte. È persino possibile sbloccare le meccaniche in qualsiasi ordine, tramite un sistema di sblocco, rafforzando così ancora di più il carattere naturale del titolo.

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Il segreto: una direzione artistica che cambia tutto

In poche parole: è bello, è chiaro ed è fluido. Più dettagliati: uno dei grandi punti di forza di Shapez 2 sta proprio nella sua direzione artistica. Laddove molti giochi di automazione possono diventare rapidamente visivamente sovraccarichi, o addirittura francamente difficili da seguire quando le installazioni si espandono, questo titolo adotta un’estetica estremamente essenziale. (sottolineiamo “estremamente”)

Le forme geometriche, i colori decisi e le linee perfettamente ordinate forniscono all’insieme un’identità immediatamente riconoscibile. Soprattutto, questa direzione artistica non è lì solo per fare bella figura: funge direttamente per la leggibilità. Ogni elemento è identificabile a colpo d’occhio, le diverse risorse risaltano chiaramente e anche gli impianti più complessi rimangono relativamente facili da capire.

Il risultato è particolarmente piacevole da guardare. C’è qualcosa di quasi rilassante nell’osservare le forme che circolano sui nastri trasportatori, passando da una macchina all’altra e trasformandosi gradualmente in prodotti più complessi. Le linee di produzione finiscono addirittura per fornire vere e proprie composizioni geometriche. È probabilmente uno dei pochi giochi di automazione in cui passare diversi minuti semplicemente a guardare la tua fabbrica in funzione ti dia tanta soddisfazione.

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Diverse modalità di gioco interessanti

La prima modalità di gioco ad arrivare durante l’accesso anticipato è quella che oggi si chiama “manufacture”. È pensata soprattutto per i giocatori che vogliono dare libero sfogo alla propria creatività e costruire senza i vincoli della progressione classica. Tutte le possibilità del gioco possono così essere sfruttate per immaginare fabbriche gigantesche, sperimentare diverse organizzazioni o semplicemente ottimizzare le proprie linee di produzione a modo proprio. È anche la modalità ideale per chi apprezza di più l’aspetto “sandbox” dell’automazione, con una libertà quasi totale nella progettazione della propria fabbrica.

Prima dell’uscita ufficiale, la community aveva fatto sapere che avrebbe preferito un filo conduttore nel gioco, qualcosa di meno “sandbox”, non una lunga serie di obiettivi diversi. Per venire incontro alle esigenze della community, è nata così la modalità di gioco “Manufacture”.

A ciascun giocatore viene fornito un primo obiettivo di produzione. Questo sarà utile per la fase 2, il cui obiettivo a sua volta servirà per la fase 3, e così via. In questo modo, è fondamentale ottimizzare gli stabilimenti fin dall’inizio, per non compromettere l’intera catena di produzione, che rimane la stessa dall’inizio alla fine della partita. Questa progressione fornisce un vero e proprio quadro di riferimento all’esperienza, senza mai fornire l’impressione di prendere il giocatore per mano. Si imparano così in modo naturale le sottigliezze dell’automazione, fino a ritrovarsi a gestire catene di produzione particolarmente ambiziose.

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Oltre a queste due modalità, c’è una sorta di tutorial piuttosto lungo e molto completo che accompagna passo dopo passo i futuri ingegneri. Si chiama “Certificazione” e si basa soprattutto su una logica di sfide e ottimizzazione. Il giocatore deve raggiungere precisi obiettivi di produzione costruendo una linea in grado di realizzare le forme richieste, con particolare attenzione all’efficienza e all’organizzazione della fabbrica. È un ottimo modo per mettere in pratica le meccaniche apprese nella modalità principale, pur offrendo un contesto più impegnativo.

In poche parole, se ti piacciono le fabbriche in tutti i sensi per spingere il gioco al massimo, senza preoccuparti della logica (o meno) di ciò che ti viene chiesto, dove si costruisce e si distrugge a più non posso, la modalità classica (libera) fa sicuramente al caso tuo. Al contrario, se vuoi una trama un po’ più lineare, con un filo conduttore dall’inizio alla fine, passa alla modalità “manifattura”.

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Preparate i tasti CTRL+C e CTRL+V

Shapez 2 non si limita a rendere attraente l’automazione. Dimostra anche una cura straordinaria in tutto ciò che riguarda il comfort del gioco. È senza dubbio uno degli aspetti più impressionanti dell’esperienza, perché praticamente ogni elemento sembra essere stato pensato per evitare le piccole frustrazioni tipiche del genere.

La costruzione è veloce, precisa e particolarmente intuitiva. Gli strumenti ti permettono di modificare facilmente gli impianti, selezionare più elementi e riorganizzare una parte della tua fabbrica senza avere la sensazione di lottare contro l’interfaccia. Anche la gestione dello spazio è molto più piacevole grazie alle diverse possibilità offerte al giocatore. Che piacere poter selezionare manualmente le aree, usare CTRL+C e CTRL+V a più non posso, salvare i progetti di intere fabbriche…

E soprattutto, Shapez 2 fornisce un’enorme libertà nel modo di giocare. Le possibilità di personalizzazione sono numerose e ti permettono di adattare l’esperienza alle tue preferenze. Questa filosofia si ritrova anche nella presentazione generale. L’interfaccia è discreta, le informazioni importanti sono accessibili rapidamente e le varie impostazioni ti permettono di plasmare davvero la tua esperienza. Per un gioco il cui principio si basa proprio sulla ripetizione di tante piccole azioni, questo livello di comodità fa davvero la differenza.

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Una porta d’accesso all’automazione

Forse è proprio qui che Shapez 2 convince di più. Il gioco si rivolge ovviamente agli appassionati di automazione, ma può anche fungere da ottima introduzione a un genere a volte intimidatorio… testato e approvato dai giocatori alle prime armi del genere che conosciamo personalmente. I giocatori abituati a titoli più spettacolari potrebbero rimanere sorpresi dal carattere minimalista dell’esperienza, ma proprio questa sobrietà è uno dei suoi punti di forza.

Non serve conoscere le regole del genere per capire cosa devi fare. Basta iniziare con una piccola catena di produzione e poi osservare i problemi che si presentano. Troppe risorse? Bisogna aumentare la produzione. Non c’è abbastanza spazio tra due macchine? Bisogna rivedere l’organizzazione. Una forma diventa più complessa? Bisogna ideare una nuova linea di produzione, senza snaturare la prima.

Il divertimento nasce quindi meno dalla ricompensa immediata che dalla soddisfazione di risolvere gradualmente i problemi che ti sei creato da solo. E più la fabbrica cresce, più questa sensazione diventa coinvolgente.

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Testato su PC. Dai un'occhiata alla nostra politica di valutazione qui.

9/10

Shapez 2 è un titolo un po’ di nicchia per chi non conosce il genere, ma è un must per chi vuole avvicinarsi a questo mondo. Il gioco non cerca di rivoluzionare radicalmente il genere dell’automazione: fa qualcosa di molto più significativo, in fin dei conti, ovvero ne esalta gli elementi fondamentali. Grazie a una direzione artistica minimalista ma particolarmente ben riuscita, a un’immediata facilità d’uso e a un comfort di gioco eccezionale, il titolo rende le sue meccaniche complesse sorprendentemente accessibili.

Il suo carattere di nicchia rimane ovviamente presente: se l’idea di costruire catene di produzione per decine di ore ti lascia totalmente indifferente, le sue qualità probabilmente non basteranno a convincerti. Ma sia per i curiosi che per gli appassionati del genere, è un’esperienza straordinariamente ben concepita. Ci si entra facilmente, si capisce subito cosa fare, e poi ci si ritrova a passare molto più tempo del previsto a perfezionare una fabbrica che, all’inizio, doveva essere solo un piccolo insieme di macchine. E poi, lasci anche il gioco in sottofondo per tutto il pomeriggio, così da poterne godere appena torni a casa. Un’esperienza tanto rilassante quanto ossessiva, che dimostra come un gioco di automazione possa essere allo stesso tempo profondo, accessibile e particolarmente piacevole da guardare.

  • + Una realizzazione artistica davvero fantastica
  • + Facile da usare fin da subito
  • + Guide e interfaccia fantastiche, molto chiare
  • + Diverse modalità di gioco
  • + Purtroppo crea davvero dipendenza...
  • - Logicamente ripetitivo